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Il governo rimuove altre festività cattoliche

Pubblicato da: admin    Tags:  1 maggio, 2 giugno, 25 aprile, Andreaotti, festività patronali, festività religiose, laiche, manovra, risorgimento, San Simonino, tagli, Trento    Pubblicato il:  settembre 17, 2011  |  No comment



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Nell’immagine, la processione di San Simonino, copatrono di Trento.

Dopo la rimozione delle festività religiose da parte di Andreotti (San Giuseppe, Corpus Domini, etc), prosegue l’attacco dell’Italia risorgimentale alle festività cattoliche …

SALVI 1 MAGGIO, 2 GIUGNO E 25 APRILE. Sono escluse dall’accorpamento alle domeniche le feste civili del 1 maggio (Festa del Lavoro) del 25 aprile (Festa ella Liberazione) e del 2 giugno (festa della Repubblica). Confermato il salvataggio delle feste concordatarie religiose mentre restano fuori le feste patronali. – Giovedì 15 settembre 2011

http://www.abruzzo24ore.tv/news/La-manovra-finanziaria-e-legge-ecco-tutti-i-provvedimenti/52631.htm

Insurrezione Trentina

I sindaci insorgono – I sindaci trentini si schierano contro la cancellazione delle feste patronali, prevista dalla manovra economica, secondo la quale dal prossimo anno queste festività saranno accorpate alla domenica. Curiosamente, proprio ieri molti municipi sono rimasti chiusi per festeggiare l’appuntamento che unisce fede cristiana e cultura popolare. Tutti a lavorare, dunque. «Una scelta di questo tipo non è certo la più azzeccata, perché tocca la gente nel proprio sentirsi appartenente ad una comunità – commenta il sindaco di Trento Alessandro Andreatta – Questa sensibilità non andava toccata».

Tradizionalmente, il 26 giugno (giorno in cui ricade San Vigilio) si tengono il pontificale in Duomo e la sfilata di Ciusi e Gobj nell’ambito delle Feste Vigiliane. Che nel 2012 potrebbe slittare alla domenica: «Questo lo vedremo. La decisione tocca al comitato organizzatore, ma l’importante è che non venga tolta la possibilità di festeggiare». I primi cittadini dei comuni più piccoli, dove forse la festa del patrono è più sentita rispetto ai grandi centri, non usano giri di parole per affermare che la scelta di festeggiare il santo protettore della comunità alla domenica è «priva di senso». Ieri a Lavis è stato festeggiato Sant’Udalrico: «Questa ricorrenza ha una propria storia nella quale si riconosce l’intera comunità. Fa parte del bagaglio culturale di ognuno di noi, e quindi va salvaguardata» afferma il sindaco Graziano Pellegrini.

Il primo cittadino esprime anche qualche dubbio in merito alla possibilità di risparmio grazie all’iniziativa del governo: «Queste feste non tolgono economia, ma contribuiscono a rafforzare la coesione sociale. Le radici vanno conservate, questo potrebbe essere l’inizio del declino». Contrario alla cancellazione della festa della Madonna di Montagnaga, che ricade il 26 maggio, il sindaco di Baselga di Piné Ugo Grisenti . «Ogni anno coinvolge l’intero altipiano, ed è occasione per incontrarsi e discutere». La prima cittadina di Cembra Antonietta Nardin promette invece che le manifestazioni legate a San Rocco – nel giorno che segue Ferragosto – non saranno cancellate. «Il 16 agosto arrivano in paese anche quanti sono originari della val di Cembra e si sono trasferiti nelle principali città italiane. Accorrono in tantissimi per partecipare alla processione che non è folclore per turisti, ma una tradizione che tutti gli abitanti sentono come propria. Se questa è la disposizione, mi regolerò, ma la popolazione si attiverà per conservare questa tradizione, che non è stata calata dall’alto».

L’Adige 9 settembre 2011

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