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La tragedia del Cermis? Non è mai avvenuta

Pubblicato da: admin    Tags:  Aviano, Cermis, Stati Uniti, Trentino, usa    Pubblicato il:  gennaio 21, 2012  |  No comment



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Vi ricordate la tragedia del Cermis, quando un aereo militare yankee, partito da Aviano e diretto in Trentino, urtò i cavi di una funivia, provocandone la caduta e la morte dei venti passeggeri a bordo? Secondo gli estensori del libro commemorativo dei cent’anni di attività dell’aeroporto “Pagliano e Gori” di Aviano (Pn), formalmente in capo all’Aeronautica italiana ma di fatto utilizzato dalla Base Usaf, non è mai accaduto. O almeno non è citato.

Strano, dato che stiamo parlando di un volume di un rilevante rigore storico, composto da 464 pagine e che pesa più di tre chili. Molti i fatti narrati, tranne l’eccidio del Cermis. Sono segnalate tutte le operazioni più importanti di questi primi cent’anni di storia dell’aeroscalo pordenonese: le azioni della Prima Guerra Mondiale, il recente intervento sulla Libia di Gheddafi, i bombardamenti nell’ex Jugoslavia e alcune tragedie dell’aria con vittime statunitensi, come la morte del pilota Mark McCarthy (schiantatosi nell’Adriatico con il suo cacciabombardiere F-16 nel 1995), dell’aviere Antoine Holt (Iraq 2004), dei sei elicotteristi precipitati sul Piave (2008) e di un altro paio caduti in Kuwait nel 2003.

Ma di quanto successo sul Cermis nemmeno una riga. Eppure quanto accaduto è entrato di diritto nelle pagine più nere della nostra storia nazionale. Il 3 febbraio del 1998 un velivolo EA-6B dei Marines decollò da Aviano alla volta del Trentino per una missione addestrativa. Durante la stessa l’equipaggio violò le regole di volo (come in seguito appurato e concluso dalla Commissione parlamentare d’inchiesta) andando a tranciare i cavi di una funivia e determinando lo sgancio di una cabina (20 persone a bordo) che cadde da un’altezza di 100 metri.

Gli occupanti morirono all’impatto, stritolati fra le lamiere, mentre l’aereo rientrò ammaccato alla Base. Ma per quale motivo non si fa menzione nel volume? “Si tratta di un libro – ha dichiarato laconicamente l’ufficiale addetto alle pubbliche relazioni del Pagliano e Gori – di promozione dell’immagine dell’aeroporto”. A questo dobbiamo aggiungere il fatto che il libro è praticamente introvabile. Molto strano, dato che la Provincia ha contribuito con 12mila euro e dovrebbe dotarne tutte le biblioteche della zona. Ma ad oggi è presente solamente una copia nella biblioteca civica di Godega di Sant’Urbano regalata, si presuppone, dalle grafiche De Bastiani che hanno stampato il volume pubblicato dalla Dario De Bastiani Editore di Vittorio Veneto.

Insomma, quando gli americani sono carnefici deve calare il silenzio più assoluto; quando, raramente, si trovano nel ruolo di vittime allora è dato loro un risalto fin eccessivo. La solita vecchia storia del due pesi, due misure. Ma noi cominciamo ad essere stufi dell’arroganza di questi invasori e del servilismo dei loro lacchè. Soprattutto, siamo stufi di perdonare questi ultimi, veri e propri traditori della Patria.

di Alessandro Cavallini

Fonte: www.rinascita.eu

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