Arcidiocesi di Trento: sì alla “messa rock”
Ci sono cose che scompaiono nel tempo. E cose che, invece, ogni tanto tornano a vivere. Ad esempio la «messa beat», con le chitarre elettriche e le tastiere in chiesa, con i ragazzi pronti a cantare, magari con i capelli un po’ più lunghi di quanto fosse lecito all’epoca degli anni Sessanta. Sono passati tanti anni e oggi la parola «beat» è stata sostituita da «rock». Sarà infatti una «Messa Rock», la prima che si svolge nella Diocesi di Trento, quella che sarà celebrata sabato sera alle 22,30 nella chiesa di Albiano.
Un’idea voluta dal parroco don Stefano Zeni, 39 anni, da due in Val di Cembra e maturata la scorsa estate parlando con i ragazzi ma anche qualche adulto del paese perché si sa che il rock attraversa le generazioni: «Dopo delle belle discussioni l’idea si è concretizzata – dice don Stefano – con il gruppo degli High Voltage , band nata nell’aprile del ’94 ad Albiano che sabato (11 febbraio 2012, ndr) suoneranno nel corso della celebrazione e che hanno coinvolto 28 cantanti dei gruppi cembrani e pinetani di heavy metal». Sì perché la «messa rock» avrà un’impronta metal, esattamente white metal che è un sottogenere dell’heavy metal che si fonda o contiene espliciti richiami a testi, tematiche e professioni di fede cristiane.
La «Messa Rock», dicono gli High Voltage, è una messa a tutti gli effetti: «Noi vorremmo con la musica attirare i giovani in chiesa – dicono – poi don Stefano parlerà loro e vedremo come è andata». I padri del christian metal sono considerati i californiani Stryper (benché vi fossero già state avanguardie come gli svedesi Jerusalem), che, con i loro album, riscossero un successo mondiale, diffondendo il genere a livello mediatico. E i testi delle canzoni traggono spunto dalla Bibbia. «E noi – aggiunge il parroco – abbiamo tradotto i testi e sabato li canteremo nel corso della celebrazione. La musica appartiene a tutti – continua don Stefano – e ognuno ha i propri gusti e anche il rock può trasmettere messaggi positivi per tutti: siano giovani che adulti».
La «Messa Rock» di Albiano risponde ad un incoraggiamento dato dalla Conferenza Episcopale Italiana, che nel 1999 scriveva: «Occorre assumere appropriate categorie interpretative, che aiutino a conoscere e a comprendere le domande di sempre dei giovani, ma anche le loro nuove culture, i linguaggi sempre più variegati e gli strumenti con cui si esprimono, con forme e modalità spesso di non facile interpretazione per il mondo degli adulti. Evitando atteggiamenti di rifiuto, dobbiamo giungere a discernere il “vero” che queste culture presentano sotto le vesti del “nuovo”».
Sono passati 46 anni da quando all’oratorio San Filippo Neri di Roma fu eseguita «la messa dei giovani» scritta da Marcello Giombini. Fu una scossa all’interno della Chiesa post-conciliare. Sabato ad Albiano la «Messa Rock» riprende quel filo di novità e di linguaggio nel segno di una Chiesa che sa cogliere i segni dei tempi.
Fonte: www.ladige.it
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