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Messa rock, ecco un resoconto (di parte?)

Pubblicato da: admin    Tags:  Albiano, Messa, messa rock, Trento    Pubblicato il:  febbraio 13, 2012  |  No comment



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Il rock duro ha riscaldato la fredda serata di sabato ad Albiano e forse anche qualche anima. Rock e religione per tantissime persone che hanno affollato la chiesa fin un’ora prima dell’inizio per trovare posto alla Messa Rock e per un centinaio di ritardatari non c’è stato nulla da fare.

San Biagio di Albiano era stracolma fino a non respirare, ben più di una Messa di mezzanotte di Natale. La Messa Rock, la prima che si celebrava nella diocesi di Trento, ha calamitato tantissimi giovani e qualche capello bianco. Don Stefano, il parroco del paese cembrano, è stato bravo a nascondere l’emozione che si è sciolta solo alla fine quando ha stretto decine di mani così come David Micheli la voce degli High Voltage, il gruppo heavy metal che ha suonato assieme ad un coro di trenta elementi diretti da Nadia Folgheraiter di Lona.

La Messa Rock è davvero rock: batteria ossessiva, riff di chitarra elettrica, distorsione della voce nel puro stile del rock duro, il basso che interviene con incisi che lasciano il segno tra le navate della chiesa. Anche il look era preciso: capelli lunghi e giubbetto in pelle, una mimica da concerto dove i ritmi lenti sono visti come il “diavolo”. Niente sconti anche se la location è di quelle originali. Un ragazzo è giunto dalla Val di Non: «Sono curioso di vedere una Messa Rock perché mi piace l’hard rock». E ne avrà una bella razione nei sessanta minuti in cui dura la Messa.

Musica e testi sono di un gruppo californiano, gli Stryper e di Michael Sweet, esponenti di spicco di quella corrente che si chiama Christian Metal o White Metal, che le gerarchie cattoliche hanno accolto favorevolmente perché «avvicinano i giovani alla Chiesa». Titoli emblematici: Niente se non il sangue di Cristo, Credere, Penso che tu mi senta bussare, J.E.S.U.S., All’inferno con il diavolo. Don Stefano celebra in un silenzio raccolto come era stato richiesto all’inizio. E niente applausi, perché non siamo ad un concerto. Unico strappo per ricordare il batterista Graziano, promotore della Messa Rock, ma impedito ad esserci perché malato e sostituito dal figlio Davide. E un applauso scatta sincero solo alla fine della celebrazione.

Il Vangelo di Marco parla del lebbroso che incontra Gesù il quale gli tende la mano quando è reietto da tutti. Un ottimo spunto di riflessione per don Stefano che all’omelia racconta di avere un sogno: «Un mondo, una Chiesa, una società che tende la mano al prossimo. Solo così possiamo migliorare noi stessi e il  mondo in cui viviamo». Una predica breve ma incisiva come si conviene ad una Messa Rock. I ragazzi ascoltano mentre la band e il coro attacca con un altro brano. L’acustica della chiesa rende bene il suono  pulito e la voce di David si fa sentire. La celebrazione si snoda velocemente fino alla fine e quando don Stefano dice «andate in pace» nessuno in realtà si muove. Tutti iniziano a parlare. C’è chi fa i complimenti ai musicisti e ai coristi. «Non pensavo che il rock fosse così bello – dice il signor Carlo, capelli bianchi e lontanissimo da ogni velleità rockettara– devo proprio ricredermi. E poi è stata una Messa vera».
Che lo sia stato lo conferma David Micheli. Ancora emozionato viene complimentato da tutti e dice: «Abbiamo dimostrato che anche il rock duro è preghiera e con la Messa Rock molti giovani sono tornati in chiesa, hanno riflettuto insieme a noi, a prescindere dal fatto che siano credenti, agnostici, atei o di altre religioni. La Chiesa accoglie tutti».

Gli fa eco il chitarrista del gruppo, Antonio Ravanelli: «Sono credente, magari non sempre praticante, ma stasera è stata un’emozione unica, anzi una gioia, sia per noi degli High Voltage, sia per tutti i presenti». Gli altri del gruppo sono Ennio Filippi al basso, Michele Andreatta alla chitarra ritmica e le coriste Lara Benedetti e Jessica Mattevi. Tre mesi di prove per preparare la Messa Rock. Un impegno che ha coinvolto decine di ragazzi ma alla fine il risultato è stato ottenuto. «Se questa Messa ha aiutato a portare un momento di riflessione in ognuno dei presenti – dice don Stefano – vuol dire che ha raggiunto lo scopo che si prefiggeva». Con la benedizione dei vertici ecclesiastici e con il sorriso dei ragazzi.

Fonte: www.ladige.it

Link: http://www.ladige.it/articoli/2012/02/13/albiano-messa-rock-riempie-chiesa

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