Attentato a Damasco, uccisi i vertici della Difesa

Le forze del dis-ordine internazionale vogliono la Siria, vogliono la guerra.

Attentato a Damasco, uccisi i vertici della Difesa

Un attentato a Damasco, mentre era in corso una riunione di alcuni ministri coi responsabili della sicurezza siriana, ha provocato la morte del cognato del presidente Bashar al-Assad, del ministro della Difesa, del generale siriano Hassan Turkmani, capo della cellula di crisì che coordina le azioni contro i ribelli, e, secondo la tv Al Jazeera, il ministro dell’interno Mohammed al-Shaar.

Alcune ore dopo, sono state udite cinque esplosioni nella zona nord-occidentale della Capitale, vicino alla base della Quarta Divisione Corazzata, guidata dal fratello di Assad, Maher, hanno riferito alcuni residenti. Ma il ministero dell’Informazione ha smentito, in tv, che nella base ci siano state esplosioni.

L’attentato è stato rivendicato su Facebook da un gruppo islamico ribelle, Liwa al-Islam (La brigata dell’Islam). Un portavoce ha confermato la rivendicazione anche per telefono. Ma contemporaneamente anche il Libero esercito siriano si è assunto la responsabilità dell’azione, attraverso un portavoce. Secondo una fonte della sicurezza siriana, l’attentatore era una guardia del corpo del gruppo dirigente vicino ad Assad.

La televisione di Stato siriana ha parlato dell’esplosione di una “bomba dei terroristi” all’interno di un edificio della sicurezza nazionale a Damasco, annunciando la morte del ministro della Difesa Daoud Rajha. Successivamente la tv ha confermato una notizia che già era stata data da altre emittenti arabe, cioè la morte nell’attentato del viceministro della Difesa, Assef Shawkat, cognato del presidente Assad. L’emittente ufficiale siriana ha però smentito il decesso del ministro dell’Interno Mohammad Ibrahim al-Shaar, affermando che è in “condizioni stabili”. Mentre fonti della sicurezza siriana dicono che il capo dell’intelligence, Hisham Bekhtyar, è rimasto ferito ed è stato sottoposto a operazione chirurgica.

Per la Russia, quella in corso a Damasco – dove si sono registrati scontri negli ultimi giorni tra ribelli e forze governative – è una “battaglia decisiva”, ha detto il ministro degli Esteri di Mosca Sergei Lavrov. Secondo il ministro, Assad comunque non abbandonerà il potere. E le Nazioni Unite non devono approvare alcuna risoluzione che equivalga a dare sostegno alla “rivoluzione” in Siria. Ma per la Francia e la Gran Bretagna, gli eventi di oggi sono la dimostrazione che serve urgentemente una “transizione politica”, come ha detto il ministro francese Laurent Fabius, e l’intervento dell’Onu, come ha sostenuto il suo omologo britannico William Hague. Intanto, il governo siriano ha già nominato il nuovo responsabile della Difesa: si tratta del generale Fahad Jassim al Freij, già capo di stato maggiore della Difesa, ha detto la tv. Avvenire 18 luglio 2012