Siria: i ribelli non sono siriani …

Siria: vescovo Aleppo accusa Usa e denuncia, islamisti anche dal Belgio
”Ci sono scontri in atto in diverse zone e quartieri della citta’. Si odono continui colpi di arma da fuoco, tanti scoppi, alcuni molto forti, forse di mortaio. Siamo molto preoccupati perche’ non sappiamo cosa accadra’ e a cosa andremo incontro. Si dice che si stia preparando una battaglia, che genere di conflitto sara’, quando comincera’ e quanto durera’ non lo possiamo sapere. Non possiamo fare altro che sperare in un compromesso che eviti uno spargimento di sangue, vittime innocenti. Altro sangue non fara’ che aumentare l’odio, le divisioni, e la distanza tra le parti”: e’ l’appello disperato lanciato all’agenzia Sir da mons. Jean-Cle’ment Jeanbart, arcivescovo greco-melkita di Aleppo, la seconda citta’ della Siria teatro da settimane dello scontro tra le forze del regime di Assad e i ribelli. Il presule accusa gli Usa di fare scelte ”totalmente opposte” al dialogo e alla diplomazia volute dal popolo: ”Basti pensare alla decisione del presidente Usa, Barack Obama, di autorizzare missioni segrete in sostegno dei ribelli. Non e’ da oggi che gli Usa spingono in questa direzione”. Il vescovo non nasconde le sue preoccupazioni per una eventuale vittoria dei ribelli: ”Non sappiamo cosa succedera’ e la paura sale ogni ora di piu’ specialmente davanti alla non remota eventualita’ che i quartieri dove vivono i cristiani vengano occupati dai combattenti anti regime, tra i quali ci sono bande islamiste. Abbiamo paura che anche ad Aleppo accada cio’ che e’ successo ad Homs dove i quartieri abitati dai cristiani sono diventati teatro di scontri violenti costringendo i nostri fedeli a fuggire. I ribelli che combattono contro l’esercito di Assad – aggiunge l’arcivescovo greco-melkita – non sono tutti siriani, ma vengono da Egitto, Giordania, Libia, Turchia ed anche dall’Europa. Jaidisti – rivela – sono arrivati anche dal Belgio”. Mons. Jeanbart parla di una citta’ ”paralizzata dalla paura, in cui e’ sempre piu’ difficile muoversi, dove il pericolo e’ in agguato, ma dove i cristiani non cessano di fare la loro parte portando aiuto a chi e’ nel bisogno maggiore”.
http://www.asca.it/news-Siria__vescovo_Aleppo_accusa_Usa_e_denuncia__islamisti_anche_dal_Belgio-1185624-ATT.html

Segnalato dal “Centro Studi Federici” federiciblog.altervista.org

Le autorità siriane sono venute in possesso di gravi informazioni e documenti a seguito delle decine di arresti dei mercenari provenienti da Arabia Saudita e Turchia. I documenti comprenderebbero mappe, nomi, informazioni dettagliati su nascondigli, tipologia di formazione nei campi di addestramento, dispositivi di comunicazione sofisticati e verranno presto resi noti. Per il momento si sa solamente che la circolazione di queste informazioni avrà un notevole impatto sul corso degli eventi ed esporrà alti funzionari di diversi stati alla berlina. Pare, infatti, che il ruolo svolto dalle intelligence saudita e turca nella situazione siriana sia molto più grande di quanto finora noto e che ci siano prove anche della stretta collaborazione tra Riyadh e Tel Aviv. I detenuti, avrebbero anche confessato di aver ucciso oltre 30 giovani provenienti da diversi paesi arabi che si erano rifiutati di prendere parte alle operazioni terroristiche e di aver trattenuto molti altri sotto tortura nelle prigioni di Turchia, Arabia Saudita e Qatar, all’insaputa delle famiglie che, invece, li pensano in qualche stato del Golfo con un buon contratto di lavoro. Fonte: al-Manar - Segnalato da “SYRIA – L’altra faccia della rivolta” 9 agosto 2012