Fonte: Il Trentino ( pag. 34 - Rovereto )
Data: 21 / 11 / 2004

AL MART LA PROTESTA
L’associazione La Torre ora intende presentare la petizione a Dellai, Maffei e Belli
Mart, no al parcheggio a pagamento
«Non è giusto coprire le perdite con i soldi di studenti e lavoratori»
In biblioteca una raccolta firme raccoglie decine di adesioni con il consenso del direttore Baldi


ROVERETO. Le nuove sbarre, ancora incelofanate, all’ingresso del parcheggio interrato che dà accesso al Mart dalla parte di via Sticcotta, hanno dato l’allarme a dipendenti e universitari assidui frequentatore del polo museale. Proprio quest’ultimi, grazie all’associazione culturale La Torre, hanno promosso una raccolta firme da presentare alle autorità «Non è giusto coprire le perdite con i soldi di giovani e lavoratori».

L’iniziativa è partita mercoledì pomeriggio e in tre ore sono state raccolte più di trenta firme. L’iniziativa è spiegata dal giovane presidente dell’associazione Andrea Giovanazzi. «Vorremmo sensibilizzare i politici perchè si trovi un altro modo per “battere cassa”. Invieremo la petizione a Dellai, al sindaco Maffei e alla direttrice del museo Gabriella Belli. La questione è semplice. Il parcheggio interrato del Mart (dato in gestione al Comune di Rovereto dal Cda ndr) viene utilizzato soprattutto da studenti e da dipendenti della struttura».

Poco, ad occhio, dai turisti (a parte i giorni di massima affluenza) che di solito arrivano con pullman organizzati per ripartire la sera. Da qui è nata la prostesta. Secondo il progetto il prezzo della sosta dovrebbe essere in linea con le tariffe medie degli altri parcheggi cittadini e un universitario - che frequenta ogni giorno la biblioteca per 5-6 ore - non potrebbe permettersi una spesa simile. «Se devo pagare per studiare vado da un’ altra parte - continua Giovanazzi - vorremmo sapere nel dettaglio i prezzi, e se hanno in mente qualcosa a favore di certe categorie di utenti. Ci aspettiamo delle risposte».

Quindi biblioteca a rischio di spopolamento. Il direttore Gianmario Baldi sulla questione è pragmatico. «Sono d’accordo con l’iniziativa e ho dato la possibilità di raccogliere le firme all’interno della struttura. L’amministrazione non ha ancora chiarito la sua posizione. Per esempio non si sa se dovranno pagare anche i dipendenti. Certo è che, nella logica di far quadrare i conti, qualcosa ci faranno spendere, ma quanto? Se è troppo un lavoratore andrebbe un’altra parte intasando ancora di più i parcheggi cittadini».

E se si usassero delle “discriminanti” a seconda della tipologia di utenza? «Bisognerebbe trovare un metodo. E poi, e’meglio intascare qualche soldo dalle tariffe, o lasciar usufruire gratis del Polo? Qualcuno, parcheggiando lontano potrebbe anche disaffezionarsi al Mart». Quindi un’arma a doppio taglio da maneggiare con cura.