Per l'ennesima volta si scopre che furono gli americani a bombardare una Chiesa nella quale era riunita la popolazione locale. Interessante rilevare, come molte persone credano invece, che a bombardare l' Italia furono i tedeschi. La propaganda angloamericana funziona ancora.

La strage di San Miniato. La verità è stata nascosta dai partigiani per sessant’anni.
La Spezia. Altro che strage nazista. A massacrare 58 civili nel duomo di San Miniato la mattina del 22 luglio 1944 fu una bomba lanciata per errore dagli americani.
A stabilirlo, a oltre 60 anni di distanza da quegli eventi, il procuratore militare della Repubblica di La Spezia, Marco De Polis, che ha assolto i tedeschi incriminati per quell’eccidio.
Una doccia fredda per quanti, come i registi Paolo e Vittorio Taviani, girarono addirittura un film nel 1982, “La notte di San Lorenzo”, su quella vicenda, tirando in ballo, in un fantasioso canovaccio, persino il vescovo della cittadina, raffigurato come un amico dei tedeschi, corresponsabile dei rastrellamenti.

La storia invece sarebbe andata in bel altro modo. Spiegando il decreto di archiviazione del procedimento sul «supposto crimine di guerra tedesco», De Paolis dice: «Nel provvedimento ritenni verosimile, e pertanto accolsi, l’ipotesi sostenuta da esperti e storici circa l’insussistenza di un’azione criminale condotta dai tedeschi in danno della popolazione civile di San Miniato, ritenendo invece preferibile accogliere la tesi di un errato svolgimento di un tiro di artiglieria da parte delle truppe alleate».

Il fascicolo contro i soldati tedeschi era stato aperto su richiesta di Giuseppe Chelli, un sanminiatese che nella strage perse il fratello appena ventenne. Lo scenario che ora si apre su questo tragico capitolo della seconda guerra mondiale è quello di una serie incredibile di insabbiamenti. A partire da quelli con tutta probabilità messi in atto dal sindaco di San Miniato, Emilio Baglioni, partito per la seconda guerra mondiale come fascista convinto, e tornato dal fronte nelle vesti di 007 arruolato dai servizi segreti anglo-americani.

Fu lui a far approvare la relazione definitiva in cui il giudice di Firenze Carlo Giannattasio attribuì il massacro ai soldati nazisti. Baglioni, dopo essere scomparso in circostanze poco chiare, morì in Argentina. Forse fu lo stesso Baglioni a distruggere le foto che documentavano il bombardamento del duomo. Già nel 2001 in un volume intitolato “La Prova. Un documento risolutivo sulla strage nel Duomo di San Miniato”, (FM Edizioni, Centro di Documentazione Internazionale Storia Militare), due storici toscani, Lastraioli e Biscarini, avevano svelato che a colpire la chiesa fu un solo colpo di obice da 105 millimetri, sparato accidentalmente dal 337° Battaglione di artiglieria statunitense. L’errore emerge dal diario di guerra dei militari Usa, consultato dai due ricercatori e sicuramente conosciuto anche da Baglioni. Il diario dice anche che i partigiani vennero informati del tragico sbaglio. Questa notizia, che smantella un altro punto fermo della retorica antifascista, è stata riportata ieri solo dalla Nazione, in un ampio articolo firmato da Carlo Baroni. Gli altri grandi giornali hanno preferito snobbarla. Evidentemente il mito della Resistenza è duro a morire.

LA VICENDA

LA GUERRA
Alle 8,30 del 22 luglio 1944 i pochi soldati tedeschi rimasti a San Miniato prima delta ritirata, incalzati dalle armate anglo-americane, impongono alla popolazione il concentramento nelle piazze di San Domenico e del duomo.

LE VITTIME
All’interno della cattedrale si raccolgono circa un migliaio di persone, inizialmente solo anziani, donne e bambini, in seguito anche uomini. Verso le 10 della mattina il fitto fuoco dell’artiglieria alleata colpisce il Duomo in vari punti. Un obice che esplode nella navata provoca 58 morti, tutti civili, fra cui anche molte donne e bambini.

LE INCHIESTE
Le prime sentenze attribuiscono la responsabilità ai tedeschi, ma molti testimoni raccontano sin da subito di un errore dell’artiglieria americana.