In data 14-12-2006, davanti a diverse decine di persone, presso l'aula magna delle scuole elementari di Volano si è tenuta la conferenza pubblica per la presentazione del progetto umanitario e di solidarietà internazionale denominato "PROGETTO LIBANO".

La serata, organizzata dall'associazione culturale La Torre, è stata suddivisa in 3 fasi.

Nella prima parte è stato presentato un video della RAI nel quale è denunciato e documentato, anche grazie alla “confessione” di un militare israeliano, lo spaventoso “volume di fuoco” rovesciato dallo stato ebraico indiscriminatamente sulle popolazioni civili del Libano, l'uso di armi vietate dalle convenzioni internazionali quali le così dette “bombe a grappolo” (ordigni micidiali che colpiscono soprattutto bambini provocando mutilazioni orrende e che Israele ha disseminato sul Libano del sud nelle ultime 72 ore del conflitto), proiettili contenenti uranio arricchito (nelle zone bombardate ed in specie nella valle della Bekaa sono state rilevate da tecnici inglesi tracce di radioattività notevolmente superiori alla norma) e uso di fosforo bianco: più di 1200 morti, migliaia di feriti in gran parte bambini e donne sono il risultato.

Immagini sconvolgenti a cui è seguita da parte dei responsabili dell'associazione la presentazione del progetto umanitario. Il Progetto che proseguirà fino ad aprile 2007 nasce dalla volontà di fare qualcosa di concreto per aiutare le martoriate popolazioni libanesi coinvolgendo il più possibile i cittadini e le istituzioni, tra cui prioritariamente i comuni di Volano, Calliano, Besenello per la provata sensibilità che questi enti locali hanno già dimostrato nell'affrontare questo tipo di tematiche. In questi tre comuni diversi negozi ed esercizi commerciali espongono già il “bussolotto” per la raccolta del denaro ed il materiale informativo del progetto. Si sta inoltre cercando di coinvolgere le scuole elementari dei tre comuni con un concorso denominato “Un disegno per il Libano”: gli alunni dovranno fare dei disegni inerenti alla situazione libanese e le migliori creazioni saranno premiate. I soldi raccolti verranno destinati al Comitato Sociale della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, un’associazione cattolica che opera nella città di Kafarchima a sud della periferia di Beirut, essa gestisce un ambulatorio e quando serve aiuta anche un orfanotrofio. Il Comitato Sociale della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Kafarchima, assieme alle parrocchie della città, ha distribuito fino ad oggi centinaia di pacchi viveri ai profughi e ai poveri nella città. L'unico ambulatorio di Kafarchima riesce appena a fornire assistenza medica e medicinale agli ammalati della città, ai poveri e ai profughi. La cittadina di Kafarchima si trova a circa 2 km da Beirut nella sua periferia meridionale nei pressi dell'aeroporto internazionale. La sua popolazione è di circa 11.000 persone, per il 99% composta da cristiani. Kafarchima è stata bombardata il mese di luglio 2006 da diversi raid aerei, causando morte, distruzione e feriti.

Nella terza e ultima parte della serata è stato proiettato un documento realizzato in collaborazione con l'associazione Comitato Sociale della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo in cui è stata brevemente illustrata la storia del Libano dalla origini all'ultima guerra mostrando inoltre dati e foto inedite in Italia. In chiusura si è presentata la lettera-appello di Padre Ildebrando Wehbe (coordinatore nella fornitura degli aiuti) già pubblicata sul giornale L'Avvenire in data 10-11-2006 che riportiamo di seguito:

L'appello di padre Ildebrando Wehbe: «Aiutateci a sollevarci dalla polvere» Un appello accorato per aiutare un Paese pesantemente colpito dalla guerra e che fatica a risorgere. Padre Ildebrando Wehbe chiede auto a tutti «perché il Libano possa ancora una volta risollevarsi dalla polvere». Il Paese, spiega padre Ildebrando, «è attualmente privo di numerosi servizi essenziali: la distruzione delle infrastrutture ostacola potentemente il recupero collettivo. Gli ospedali e più in generale tutti i servizi sanitari non riescono ad operare correttamente. E ciò che vale per la sanità vale per ogni altra ipotesi di azione sociale ed individuale».

La situazione è drammatica: «In molte zone scarseggiano cibo, acqua, servizi, medicinali e in buona parte la possibilità stessa di avere quei rapporti che sono indispensabili per recuperare il necessario». «La distruzione del tessuto connettivo del Libano ha effetti che difficilmente in Occidente si possono rappresentare: le ridotte dimensioni del Paese dei cedri hanno determinato una situazione per cui senza aiuti dall'esterno è difficilissimo recuperare facendo affidamento sulle proprie forze, ormai disperse, dissanguate e slegate». «Ad oggi - dice ancora il religioso -, la possibilità di coordinare dall'interno il sistema sono in effetti misere. Nel tentativo di fornire il mio modesto apporto a favore del Libano, mi rivolgo a chi vorrà sostenere concretamente le attività intraprese a favore del mio Paese d'origine».