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Progetto Birmania - La Voce Dei Ribelli In data 11 febbraio 2008 su invito dei rappresentanti d'istituto delle Iti M. Buonarroti di Trento, l'Associazione Culturale "La Torre", la Comunità Solidarista "Popoli" e la Comunità di Recupero Tossicodipendenti "S. Patrignano" hanno tenuto un convegno di sensibilizzazione sulle tematiche legate alla droga. Presente anche una delegazione di "Alternativa Antagonista" che ha contribuito alla riuscita dell'evento. La conferenza è stata introdotta dal presidente dell'associazione "La Torre" dott. Andrea Giovanazzi il quale ha illustrato la sinergia tra le tre associazioni presenti descrivendo brevemente il progetto umanitario "La Voce dei ribelli" nato dalla collaborazione tra "La Torre" e "Popoli". A seguire il dott Marco Ghedina, vicepresidente dell'associazione Onlus "Popoli" ha esposto l'attuale situazione della Birmania facendo luce sulle reali condizioni del popolo Karen che da 60 anni si batte contro il narcotraffico e per la propria libertà, identità e tradizione. Ricordiamo infatti che la Birmania è tra i principali produttori mondiali di droga. I Karen occupando quella fascia di territorio che si addossa sul confine tra Thailandia e Myammar (ex Birmania) nota con il triste appellativo di triangolo d'oro - regno incontrastato dei produttori e trasformatori di sostanze oppiacee - divengono di fatto gli unici oppositori al narcotraffico. Non a caso mentre scriviamo, ci giunge la notizia che a Mae Sot (Thailandia), è stato assassinato il leader politico karen Padoh Man Shah, segretario Generale della KNU (Karen National Union), l'ala politica della resistenza del popolo Karen: opporsi al narcotraffico ha i suoi rischi, e il popolo Karen li sta correndo anche per noi. A tal proposito il dott Marco Ghedina ha illustrato il progetto umanitario "La voce dei ribelli" che la Comunità Solidarista "Popoli" ha organizzato in collaborazione con l'Associazione Culturale "La Torre" al fine di sensibilizzare la popolazione trentina e non solo, sulle tematiche della Birmania e della droga e per poter finanziare le attività umanitarie dei medici e dei volontari di Popoli presso i villaggi dei Karen. A seguire il dott Federico Samaden è interventuo esponendo le problematiche legate al mondo della droga, riconducibili alla mancanza di valori e quindi di ideali. Samaden ha invitato tutti i giovani presenti a crearsi un'identità, a formarsi culturalmente e spiritualmente per non farsi omologare da questa società che ci vuole tutti anestetizzati e conformizzati di fronte alle scelte di tutti i giorni. Non a caso, - ha proseguito Samaden - la differenza tra le generazioni di giovani odierne è sostanziale rispetto alle precedenti: si posticipa sempre più la capacità decisionale delle persone, si diviene adulti sempre più tardi. Si ha paura a scegliere, a decidere, ad esporsi, a divenire uomini e donne. Così questa società sforna degli eterni adolescenti e in questo terreno paludoso la droga, cioè qualsiasi sostanza atta ad alterare il nostro stato cognitivo, ha facile preda sulle persone. Questa descrizione dello stato attuale delle cose, ha incontrato la totale condivisione dei relatori e del pubblico presente. A seguire, grazie ai rappresentanti d'istituto, si è tenuto un vivace dibattito coi giovani presenti molto interessati alle tematiche trattate. Il dibattito ha poi lasciato il posto alla proiezione del film "Requiem for a dream" la cui trama descrive la vita di tre giovani tossicodipendenti. Concludiamo coi doverosi ringraziamenti al preside delle ITI M. Buonarroti di Trento, il prof. Mario Casna e al vicepreside, la Prof.essa Maria Broll. Un particolare e sentito ringraziamento va agli organizzatori dell'evento, nonché rappresentanti di istitto Filippo Scoz, Riccardo Coraiola, Alessandro Friz, Patrizio Zeni e al dott. Federico Samaden per la sua collaborazione e per la sua continua attività in una battaglia pienamente condivisa e da noi tutti appoggiata. |