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Già Celentano nel 2001, durante il suo programma 125 milioni di caz..te, scatenò tutta una serie di polemiche parlando di donazione degli organi, e già allora nascevano in noi alcune domande sull'argomento: "Perché qualcuno dovrebbe essere contrario alla donazione degli organi?"; "Cosa c'è di male nel prelevare organi da un cadavere?". Erano domande ingenue che, evidentemente, nascondevano qualcosa di più profondo ma che rimasero come sospese nel silenzio che si fece attorno all'argomento. Nello scorso settembre però, dal silenzio assoluto dei media, si è levata una voce stonata e fastidiosa su questo tema. L'Osservatore Romano, testata giornalistica per eccellenza della Santa Sede, pubblica I segni della morte a firma di Lucetta Scaraffia che, partendo dalla definizione di morte modificata dal rapporto di Harvard, sottolinea come si "aprono nuovi problemi per la Chiesa cattolica, la cui accettazione del prelievo degli organi da pazienti cerebralmente morti, nel quadro di una difesa integrale e assoluta della vita umana, si regge soltanto sulla presunta certezza scientifica che essi siano effettivamente cadaveri". Ma come!? Perché si parla di "presunta certezza scientifica"? Il prelievo d'organi non viene effettuato su persone morte? Cioè su cadaveri? Ecco dunque altre domande, più inquietanti delle precedenti. Nemmeno il tempo di rifletterci sopra che scopriamo che anche il Giornale, a nome di Stefano Lorenzetto seguito poi da Ida Magli, affronta il problema. Ecco cosa scrive il 3 gennaio scorso la Magli: "Stefano Lorenzetto ha messo in luce, nell'articolo pubblicato sul Giornale del 3 settembre scorso, molti punti controversi nella questione dei trapianti e, più importante di tutti, il problema della morte cerebrale. È inutile girarci intorno: la definizione di morte cerebrale è una convenzione indispensabile al prelievo di organi ed è stata fissata a questo unico scopo." Ecco dunque una prima risposta: tutto il problema gira intorno a questa fantomatica definizione di morte! Ma cos'è la morte? O meglio, quando una persona può essere considerata morta? Vittorio Feltri su Libero firma pure lui un interessante articolo sul tema in cui attacca direttamente la posizione ambigua della Chiesa Cattolica con le parole: "se la vita è sacra all'inizio, quando l'uomo è solo un embrione, lo è anche alla fine quando il suo corpo, pur privo (si presume) di alcuna sensibilità, dà segni di vita." Bene, ma alla fine dei conti le persone da cui si prelevano gli organi sono morte o pure no? La notizia del giugno scorso secondo la quale a Parigi un uomo si è risvegliato da presunta morte proprio un attimo prima che i chirurghi dell'equipe trapianti dessero il via all'espianto dei suoi organi getta molti dubbi su tutto l'argomento. Ecco, in conclusione, perché si è voluto questo dibattito: per dare risposte alle molteplici domande sorte negli ultimi mesi. Un dibattito per mettere di fronte due differenti opinioni sul tema. Un dibattito per riflettere e far riflettere su tutte le conseguenze cui può portare un errato concetto di morte, dall'eutanasia all'eugenetica. Un dibattito per dare più luce ad un tema molto controverso ma troppo rapidamente preso per buono da molti. Troppe pretese? Staremo a vedere..... |